Buoni e cattivi
Nell’Italia del 2010 continuano ad avverarsi i peggiori fra miei incubi sebbene realizzati in una prospettiva totalmente astrusa e paradossale. A volte mi sento di avere un costante rapporto con un Walter Sobchak di bassa lega che non conosco ma che continua a seguirmi pedissequamente.
Ho sempre avuto, fin da piccolo e da quando incontrai i primi polizieschi americani, il terrore folle di trovarmi coinvolto in un gioco di specchi fra sbirri buoni e cattivi. Da buon lettore di James Ellroy mi immaginavo alle prese con un figlio di puttana dalla risata falsa e dalle mani pesanti alla Dudley Smith o con un qualche di sbirro disperato e dal soprannome letale come “L’Esecutore”.
Oggi sono ricaduto nel mio solito film demenziale in cui รจ iniziato il gioco dello sbirro buono, sbirro cattivo.
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